Economia e ambiente

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15 marzo 2006

Il mistero dell’acqua scomparsa

L'Atto di indirizzi per la politica di uso e tutela delle acque della Regione Lombardia - linee strategiche per un utilizzo razionale, consapevole e sostenibile della risorsa idrica” indica alla pagina 9 il valore medio di disponibilità idrica giornaliera pro capite in 250 litri.
I villaschi si accontentano di meno: nel 2004 sono stati complessivamente erogati dagli acquedotti comunali 182.328 metri cubi e lo scorso anno 170.359 cioè 166,5 litri giornalieri per abitante nel 2004 ridotti a 155,5 nel 2005.
L'altra sera, in Consiglio Comunale, il Sindaco ha attribuito la grave crisi idrica in atto da un paio di mesi nel capoluogo, con conseguente immissione in vasca di acqua della valle di Sonvico, alla ridotta portata della sorgente: la captazione, misurata all’entrata nel vascone, è di 8,2 litri al secondo, contro gli oltre 10 misurati in altre occasioni comparabili. Quindi, secondo lui, il problema andrebbe risolto aumentando la portata dell’acquedotto, magari pompando acqua da un pozzo.
A me sembra errata l’analisi e irrazionale la soluzione.
Se la matematica non è un’opinione ciascuno dei 2226 abitanti di Villa capoluogo ha a disposizione con questa portata 318,3 litri di acqua al giorno, il doppio di quanta mediamente ne consuma.
E con l’ulteriore immissione di acqua della valle, arriviamo vicino ai 400 litri al giorno.
Le perdite delle reti acquedottistiche sono stimate in media del 20% a scala regionale, quindi, ritenendo il nostro acquedotto mediamente efficiente, scompare nel nulla una quantità d’acqua pari a quella misurata dai contatori.
A prima vista non sembra un problema di ingegneria idraulica, non vi pare?

7 Commenti:

  • Alle 15 marzo 2006 alle ore 08:20, Blogger santo scrive…

    Ho verificato anche io i dati che l'amico gibiemme espone ed ho provveduto nella giornata di ieri a darne informazione all'Ufficio Tecnico Comunale ed al Sindaco. Hanno convenuto anch'essi che esiste una anomalia nella rete acquedottistica del capoluogo, anche se non si erano ancora capacitati del chiaro linguaggio dei numeri. E' evidente che vi sia una fuoriuscita di acqua dall'acquedotto che ha avuto il suo inizio ai primi di gennaio (data della ordinanza sindacale che imponeva l'obbligo della ebollizione) e che non è più cessata, nemmeno dopo che, elevatesi le temperature, si può presumere che chi lasciava aperte le spine per una funzione antigelo, ora le abbia chiuse. Chi ha buona memoria ricorderà che problemi simili vi furono anche nel passato e la leggenda locale narra che qualche privato si divertiva a "sabotare" l'acquedotto dando libero sfogo all'acqua potabile nelle rogge. Non vorrei vi fosse una situazione simile. E' bene accertare in via definitiva monitorando puntualmente i diversi tratti dell'acquedotto dove questa perdita è localizzata e verificare se è dovuta ad un fatto accidentale o doloso. Ad ogni modo va fatto immediatamente qualche cosa perchè non è possibile accettare oltre la situazione attuale quando i numeri ci dicono che l'acqua non solo è sufficiente per i consumi misurati al contatore ma è addirittura sovrabbondante.
    A suo tempo ho segnalato l'indecente impianto di adduzione provvisorio realizzato alla valle di Sonvico al Sindaco ed a tutti i consiglieri comunali. Nessuno ha aperto bocca. Mi sono trovato da solo a sostenere questa battaglia per l'igienicità dell'acquedotto pubblico. Ora chiedo che sia fatta chiarezza assoluta e al più presto possibile, al fine di fugare ogni dubbio.

     
  • Alle 15 marzo 2006 alle ore 17:33, Anonymous Anonimo scrive…

    Hai mai visto un consigliere comunale aprire bocca? Un consigliere, come dice il nome, non parla, consiglia! E un buon sindaco non prende iniziative senza aver prima sentito i suoi consiglieri!

     
  • Alle 16 marzo 2006 alle ore 09:56, Blogger santo scrive…

    Apprezzabile l'ironia sulla definizione di consigliere ma credo che l'argomento non meriti nemmeno un briciolo di sdrammattizzazione. La sostanza del problema rimane tutta nella sua complessità e consiglieri o no è il momento di guardare al problema acquedotto in modo definitivo. Sono trenta anni che si ripetono questi episodi. Soldi investiti molti (Vedrò di reperire il dato presso gli uffici comunali) e ancora ci troviamo a non sapere dove scompare l'acqua che c'è, esiste, è misurabile ed indiscutibilmente sufficiente ad ogni esigenza di tipo alimentare prelevata al contatore. Vedrò anche di interpellare i tecnici che hanno avuto incarichi di progettazione e direzione lavori sull'acquedotto del capoluogo e che avrebbero dovuto avvisare il sindaco che con i dati esposti in consiglio comunale non è necessario cercare altri approvvigionamenti ma è indispensabile chiudere la perdita del 50 % dell'acqua disponibile. A meno che non se ne siano accorti nemmeno loro, e questo sarebbe ancor più grave. E' necessario un diverso approccio al sistema gestionale dell'acquedotto.
    Mirin

     
  • Alle 21 marzo 2006 alle ore 14:21, Anonymous Anonimo scrive…

    Sogno o son desto!
    Dopo una attenta lettura ,mi sento travolto da una nuova linea di pensiero economico.
    Fino ad oggi ero convinto che un' entità Publica o privata avesse interesse a vendere TUTTO il proprio prodotto, integro, sano, e senza scarti,rendendo efficente e produttiva la propria AZIENDA.
    A quanto pare i Vostri amministratori locali, prevedono di massimizzare i costi, dimezzando i ricavi, probabilmente creeranno in bel giro d'argiant, nutrendo e rimpinzando qualche benemerito progettista e manuale esecutore.
    Certamente al popolino rimarra forse l' acqua potabile ( ma non bevibile )ed un conto molto caro da pagare, visto che la metà viene sprecata nei meandri delle tubature, forse nuove ma ......?
    Saluti agli amanti di tale modo di governare, ad un apprezzamento a chi democraticamente cerca di far luce,realizando questo ed altri blogger.

     
  • Alle 9 aprile 2006 alle ore 22:01, Anonymous Anonimo scrive…

    L'altra sera a "Mi manda Rai 3" si è parlato di acqua e acquedotti in Liguria, dove il servizio è stato privatizzato con un balzo in alto dei prezzi incredibile.
    Temo che prima o poi questo succederà anche da noi. Occorre pensare al problema e alle possibili soluzioni, senza lasciarsi coinvolgere da iniziative ambigue e dall'esito incerto.

     
  • Alle 20 luglio 2007 alle ore 00:04, Anonymous Anonimo scrive…

    Finalmente la pace delle acque potabili della nostra Villa è ritornata.
    Dopo i lavori di sostituzione delle condotte comunali nei pressi della Cop frutt di Villa, la maggiorazione della sezione ha permesso di pompare dal pozzo "COOP" a massima portata, senza avere lamentele di saturazione da ossidi ferrori.
    Ora lo spreco è consentito!
    Si spera nella riduzione dei costi delle acque medesime, visto lo scadimento di qualità attuale, ed i danni che i nostri impianti stanno subendo e non solo.
    Di questi giorni, un nuovo problema idrico, la secca quasi totale della Val Maggiore. Pare, "secondo voce di popolani ben informati", che il Comune abbia fornito ad alcuni volonterosi "interessati"
    il necessario per la realizazione dell' ennesima condotta abusiva nella valle medesima,portandola così al collasso e degrado totale.
    La Provincia (visti i risultati) pare voglia assegnare,al nostro Comune, il premio Ambito,
    "Amministratori del tubo"
    Sarebbe un risultato ottimo, direi, tubi a parte.

     
  • Alle 2 agosto 2007 alle ore 01:05, Anonymous Anonimo scrive…

    Ebbene sì la saga del tubo pare abbia molto successo.
    I nostri amministratori,visto il premio ambito, hanno provveduto immediatamente a stimolare nuovi avventori, regalando un pò di tubo anche per le Orobie.
    Pare, che a valle, dopo i lavori, chi hà regolare concessione a derivare, ora si accontenta di vedere il tubo secco e pagare il dovuto allo Stato.
    Chissa quale premio verrà istituito per questi?

     

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