Economia e ambiente

QUESTO È IL BLOG DAI SCIATT, VILLASCHI LIBERAMENTE ASSOCIATI

27 febbraio 2006

strade, quale futuro........?

Prossimamente proveremo a fare alcune riflessioni sulle strade, presenti e future, sui progetti, sulle iniziative politiche, sulle rinunce fatte dai nostri amministratori in nome della "strategia politico amministrativa". Intanto vi sottoponiamo alcune riflessioni tratte dalla rete, utili per cominciare a meditare.... http://www.novanet.it/vvol/stampa/alpesagia/96a2ass2.htm

meditate gente, meditate......
santo

26 febbraio 2006

Le notizie dalla rete comodamente aggregate

Abbiamo ritenuto interessante mettere a disposizione di chi visita questo blog notizie raccolte in rete e strutturate per una rapida consultazione. Tra i periodici valtellinesi on line che utilizzano i feed rss (usati anche dal nostro blog) abbiamo trovato solo Tellusfolio. Se ne individueremo altri, li aggiungeremo.
Ci sono poi gli aggiornamenti in tempo reale di alcuni quotidiani on-line (Corriere della Sera, Repubblica, Il Sole 24 ore, Liberazione e Il Foglio) e i link a notizie o commenti originali tratte da altri blog.
Potete accedervi dal menu laterale o direttamente da qui.
Buona lettura!

13 febbraio 2006

Chi se la ricorda ancora?


L'Adda a Stazzona

Sono passati quasi settant'anni da quando è stata scattata questa fotografia. Sembra un altro mondo.

12 febbraio 2006

Impianto di biogas: una scelta oculata?


Da diversi mesi si sta diffondendo un forte interesse per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (biomassa, sole, idroelettrico), legato soprattutto all’introduzione dei Certificati Verdi, che attualmente assicurano un surplus di 108 euro per ogni megawattora prodotto, e alla possibilità di accedere a finanziamenti agevolati per la costruzione degli impianti.
Anche a Villa, se il progetto che vede coinvolti diversi imprenditori agricoli locali, la Società Teleriscaldamento TCVVV (vedi p. 20 del Documento degli Amministratori - Esercizio 2004-2005), e l’Amministrazione Comunale andrà a buon fine, vedrà la luce un impianto per la produzione di biogas da liquami zootecnici.
Dovrebbe sorgere poco oltre il ponte di Stazzona, verso Tirano, in fregio alla nuova pista ciclabile.
È un impianto di grandi dimensioni, tra i maggiori attualmente in funzione in Italia, ed occuperà poco meno di un ettaro. Le dimensione della struttura sono indicate nella piantina, costruita a partire dai dati di progetto.
Per funzionare a pieno carico avrà bisogno di circa 100 tonnellate di biomassa al giorno, l’equivalente delle deiezioni prodotte da 6000 bovini adulti.
Il biogas azionerà 2 generatori dalla potenza complessiva di 660 KW e l’energia elettrica prodotta verrà indotta nella rete pubblica.
Non è previsto l’utilizzo dell’acqua calda (solo parte del calore prodotto serve a riscaldare i digestori, il rimanente sarebbe sufficiente per circa 400 case medie). L’impianto avrà un costo prossimo ai 3 milioni di euro e fatturerà, a pieno carico, circa 850.000 euro all’anno. Dovrebbe essere fornito dalla U.T.S. Italia tecnologie ambientali srl di Brunico (BZ).
Per capire qualcosa di più, ho attinto a fonti di provata esperienza, come il centro di Competenza sulle Energie Rinnovabili di Bolzano (RENERTEC), che ha messo a punto una metodologia per l’individuazione di bacini per lo sfruttamento del biogas a partire da liquami zootecnici. Cito le conclusioni della relazione tecnica :
“L’applicazione della metodologia alla realtà altoatesina (per alcuni versi simile alla nostra) ha messo in evidenza come la taglia ideale degli impianti realizzabili sia intorno alle 2000 unità bovine (un terzo rispetto a quello in progetto a Villa). Se si esclude la frazione organica dei rifiuti solidi (FORSU) attualmente non esiste la disponibilità sul territorio provinciale di biomasse per la cofermentazione da utilizzare nei nuovi impianti.”.
Dall’analisi di fattibilità tecnico-economica risulta poi che “senza l’aggiunta di un cofermento, il flusso di cassa è sempre negativo”, anche nell’ipotesi di allacciamento a un teleriscaldamento.
Quindi, per la sostenibilità economica, è indispensabile, oltre ad avere una rete di teleriscaldamento, l’utilizzo di altro materiale.
Nella zona che va da Chiuro a Grosio, che dovrebbe costituire il bacino d’utenza per l’impianto in progetto, sono disponibili circa 3000 unità di bestiame adulto: servono quindi altre 40 tonnellate al giorno di biomassa (o scarti di macelleria, o frazione umida dei rifiuti solidi urbani, la migliore dal punto di vista del ritorno economico).
A Villa sono disponibili poco più di 300 bovini adulti, in grado di coprire appena il 5% della potenzialità dell’impianto, con un fatturato giornaliero di 130 euro! L’esigenza di gestire i reflui zootecnici non avrebbe potuto essere meglio soddisfatta da un impianto di piccola taglia?
Ad aprile è partito il Progetto Biogas (INTERREG III A) che vede impegnate la Fondazione Fojanini e l’Associazione Polo Poschiavo nella valutazione delle potenzialità di diffusione di impianti di biogas aziendali e/o consortili alimentati a biomassa, residui agro-alimentari e frazione solida dei rifiuti solidi urbani. L’intero progetto ha lo scopo di quantificare la disponibilità di materiali idonei alla produzione di biogas e verificare le condizioni locali ove risulta effettivamente possibile l’installazione di tali impianti.
La scelta di partire con questo grande digestore senza attendere i risultati della ricerca – se così fosse – lascia a dir poco perplessi. L’aver optato per una struttura di queste dimensioni desta non poche preoccupazioni in chi abita nelle vicinanze: una informazione puntuale e corretta, senza reticenze, anche se non formalmente dovuta, potrebbe fugare i dubbi e le perplessità al riguardo di un impianto che, almeno questo è certo, avrà un grosso impatto sul nostro territorio.
gibiemme