31 marzo 2008
26 marzo 2008
24 marzo 2008
22 marzo, giornata mondiale dell'acqua
L'acqua scarseggia, la falda si abbassa, le sorgenti si prosciugano, e le aziende idroelettriche, assieme ai Comuni, distribuiscono nelle scuole kit per il risparmio domestico dell'acqua. Il deserto potrebbe essere alle porte!
Una volta le maestre insegnavano il ciclo dell'acqua: tutta quella che non rimane intrappolata nei ghiacciai torna al mare e i bambini di montagna non possono farci niente: che la usino o non la usino, sempre lì finisce. «Al fum al va an su e l'acqua an giù», dicevano i nostri vecchi.
I nostri piccoli invece credono che la crisi idrica è causata dallo spreco, del quale anche loro sono colpevoli.
Rassicuratevi bambini. Non è colpa vostra.
Levissima nel 2007 ha venduto 800 milioni di litri di acqua purissima,
5000 bottiglie per ogni valtellinese; dalle condotte forzate Aem passano 40.000 litri di acqua al secondo e si stanno costruendo nuove centrali.
L'acqua quindi, nonostante l'ideologia catastrofista, c'è ancora, sorgiva, abbondante.
Lo spreco non è una questione etica, ma economica: gli acquedotti costano e sono dimensionati per un consumo medio ragionevole.
La loro manutenzione e la qualità dell'acqua immessa sono invece questioni etiche.
Un monito sulla ciclicità degli eventi: il piano di Villa era interessato dal fenomeno del "negadìsc", che nell'immaginario collettivo è scomparso.
Quindi si progettano opere senza tenerne conto (vedi sottopassi ferroviari della nuova 38). Ma nel 2001, come mostra la foto, è tornato a farsi vivo. E il livello pozzi dai quali si pompa acqua in acquedotto potrebbe sfiorare il piano di campagna.
21 marzo 2008
Sulla centralina Tecnowatt la deputazione affoga
Da alcune settimane la società Tecnowatt ha iniziato i lavori che nel giro di qualche mese porteranno alla realizzazione di una centrale idroelettrica alla confluenza tra l’Adda e il Poschiavino, con opera di presa sul canale di scarico della centrale Enel di Villa di Tirano.
La condotta forzata in cemento armato interesserà gli argini del torrente Poschiavino, di proprietà dello storico Consorzio Sponda Destra Adda e Poschiavino, che per la lunghezza di circa un chilometro verranno parzialmente demoliti per contenerla.
Di proprietà del Consorzio è anche una porzione dell’area su cui sorgerà l’edificio della centrale.
In via amichevole Tecnowatt aveva offerto per l’affitto dell’area un canone di 3000 euro annui; somma portata in seguito a trattative a 9.000 euro.
Lunedì scorso ha avuto luogo l’assemblea dei soci del Consorzio con all’ordine del giorno la ratifica dell’accordo. Ma già alle prime domande del pubblico è emerso con chiarezza che Tecnowatt ha la concessione per derivare l’intera portata del canale Enel e che i 9000 euro potrebbero servire alla manutenzione di rogge senza più acqua.
Poi la presenza alla riunione del sindaco, Giacomo Tognini, e del consigliere comunale Antonio Svanosio di lista Villa di Tirano, ha spostato il discorso dall’indennizzo alla sicurezza, argomento di ovvio interesse pubblico e cavallo di battaglia, anche in questa occasione, del Consigliere del Consorzio Amedeo De Giovanni.
Il consigliere Svanosio ha invitato al riesame puntuale della documentazione che ha autorizzato l’opera: “la legislazione vigente impedisce non solo la parziale demolizione, ma qualsiasi lavoro di scavo in prossimità di argini di questo tipo. Se c’è stata una deroga non è documentata e la terminologia usata nelle relazioni evita accuratamente di chiarire che l’argine verrà parzialmente demolito. Per scelta dell’Amministrazione comunale sull’argine andranno a insistere, oltre all’esistente fognatura, la condotta forzata e la linea elettrica Tecnowatt, un’altra linea elettrica ad alta tensione e il metanodotto, creando seri problemi di sicurezza in caso di piena catastrofica”.
Il sindaco, avendo partecipato in prima persona alla Conferenza dei Servizi autorizzativa, ha negato la fondatezza di quanto affermato dal Consigliere Svanosio ed ha difeso le scelte fin qui fatte.
Ma i dubbi hanno cominciato a serpeggiare in sala; e di fronte ad un intervento che disconosceva la validità dell’assemblea per la mancanza di un registro dei soci e per le modalità della sua conduzione il Presidente, assieme a tre deputati ha rassegnato le proprie dimissioni, senza andare al voto. Solo allora il segretario Tognela Mosè ha letto la lettera con la quale Tecnowatt preannuncia, in caso di mancato accordo, il ricorso alla procedura di esproprio.
“Sarà interessante capire come una società privata possa ottenere, in nome dell’interesse pubblico, l’esproprio di un argine, manufatto che riveste a sua volta un interesse pubblico ben più rilevante” conclude Svanosio.
E adesso? Forse per la questione economica la palla tornerà al Consorzio, ma a questo punto le questioni sicurezza e legalità dovranno necessariamente essere approfondite in Consiglio Comunale.
13 marzo 2008
Consorzio-Tecnowatt: lunedì la decisione
Lunedì 17 marzo avrà luogo l’assemblea dei soci del Consorzio Sponda Destra Adda Poschiavino per definire i rapporti con la società Tecnowatt che sta realizzando una centrale idroelettrica alla confluenza tra il Poschiavino e l’Adda, in comune di Villa di Tirano.
Lo storico Consorzio, costituito nella seconda metà dell’Ottocento per garantire la sicurezza dell’argine di cui è proprietario, dovrà decidere se accettare, in cambio di un canone annuo, la parziale demolizione dell’argine per la lunghezza di circa un chilometro per la posa della condotta forzata dal diametro di 2 metri e mezzo per una portata di quasi 10 metri cubi al secondo.
La questione, già sollevata in un acceso consiglio tenutosi a fine febbraio, ha visto alcuni consiglieri propensi ad accettare l’accordo, temendo l’esproprio, ma ha anche trovato una forte resistenza in altri che ritengono irrisorio il canone proposto e irrisolto il problema del rilascio di acqua per le rogge.
Ma la vera preoccupazione emersa è che l’intervento possa indebolire l'argine, con catastrofiche conseguenze in caso di alluvione.
Sulla questione si è espressa con una lettera indirizzata al Consorzio sponda destra Adda Poschiavino e agli Amministratori comunali la minoranza “Lista Villa di Tirano”, rappresentata in Consiglio Comunale da Antonio Svanosio.
Secondo essa il Consorzio deve accertare le proprie competenze e responsabilità alla luce dell'attuale legislazione. Inoltre, perché i suoi atti siano validi, deve regolarizzare ruolo e competenza degli organi che lo costituiscono e aggiornare il “Catasto degli interessati”.
Per quanto riguarda Tecnowatt la lettera prosegue: “Dall'attento esame del progetto non risulta indicata in alcuna relazione tecnica la demolizione di parte (quasi la metà) dell'argine esistente per la posa della tubazione. Nella relazione geologica si specifica esattamente il contrario e cioè che il canale verrà realizzato di fianco all'argine. Non abbiamo trovato traccia di verifiche idrauliche dei nuovi argini. Stante questi aspetti dubbi è fondamentale verificare ed accertare da parte del Consorzio e da parte dell'Amministrazione Comunale la regolarità di quanto autorizzato prima di addivenire a qualsiasi genere di accordo con la società realizzatrice delle opere”.
E concludendo avanza seri dubbi sulla possibilità di esproprio: “La Società titolare delle autorizzazioni dovrebbe procedere, in caso di non accordo alla cessione amichevole, all’esproprio di un’area di proprietà del Consorzio che consiste in un argine di difesa spondale del torrente Poschiavino incluso nell'elenco delle acque pubbliche, realizzato a difesa dell’intera piana di Villa di Tirano ove è localizzata l’area agricola e il centro urbano del nucleo Capoluogo di Comune”.
Potete scaricare da qui la lettera inviata da Lista Villa di Tirano.
